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IL PELLET.

 

 

- maneggevole nel trasporto (sacchetti da 15 Kg).

 

- facile da stoccare (non serve più la legnaia per l’accatastamento).

 

- regolabile: il flusso del combustibile sarà proporzionale alla temperatura impostata.

 

- conveniente: è possibile programmare e mantenere una temperatura minima in caso di periodi di assenza.

 

 

Il pellet è un combustibile ricavato dai residui della lavorazione del legno, recupera materiale non utilizzato e non richiede l’abbattimento di nuovi alberi a tutto vantaggio della salvaguardia del patrimonio boschivo.

 

 

Le stufe a pellet inoltre determinano una buona qualità di combustione con una limitata emissione di sostanze inquinanti.

 

 

Salvo il carico iniziale di un pratico sacchetto da 15 Kg, il rifornimento del combustibile (pellet) è completamente automatico ed il pellet cade nel braciere dove alimenta costantemente la fiamma, garantendo una lunga autonomia di esercizio senza interruzione.

 

(Documento estratto da piazzetta.it)

 

PELLET RADIOATTIVO (25/06/2009)

 

L’AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali) e l’Associazione Italiana Pellets hanno provveduto ad emettere un comunicato (all. 1) che punta il dito sulle facili generalizzazioni e sulla mancanza di prudenza da parte dei media.

 

Il direttore tecnico dell’ARPA della Valle d’Aosta, Giovanni Agnosed, spiega i risultati dei test sull’ecocombustibile sequestrato: «I test confermano i primi rilievi dei vigili del fuoco. Di per sé il pellet sequestrato –max 300 bequerel per chilo – non supera mai i limiti di legge – 1000 bequerel per chilo – per cui non è da considerarsi materiale radioattivo.

(…) Il problema comunque deriva semmai dalle ceneri (…). Non dovrebbero esserci condizioni per rischi significativi

(…). Contatto diretto ed esposizione prolungata alle ceneri e inalazione delle ceneri, sono le situazioni più a rischio ma improbabili, secondo i tecnici, tenuto conto anche delle percentuali di campione contaminato e della 'radioattività' complessiva (…). 

Al momento quindi l'Arpa invita a non creare allarmismi perché "non ci sarebbero particolari rischi di contaminazione". I test e i controlli in ogni caso continuano». (Fonte: APCOM – Associated Press 16 giugno 2009)

 

 

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